I requisiti che una lampada da ufficio deve avere per soddisfare la normativa vigente in termini di antincendio.

Vogliamo prendere in esame quale normativa è applicabile a livello nazionale sui requisiti antincendio dei prodotti elettrici ed in particolare sulle lampade da ufficio? Ovviamente si spera che presto si proceda con un graduale ma inesorabile sostituzione negli uffici delle lampade tradizionali con nuove lampade a Led ma in attesa di questo passo significativo voglio condividere con voi i requisiti che una lampada da ufficio deve avere per soddisfare la normativa vigente.

Per prima cosa i tempi di autoestinzione, i limiti di infiammabilità dei prodotti derivati dal gocciolamento, quelli sul rilascio di fumi o gas tossici, relativi sia al corpo portalampada che alla cavetteria. Per i materiali autoestinguenti nel settore elettrico viene presa in considerazione la norma UL-94 ma sembra non essere applicata a livello europeo e pertanto molte case costruttrici non la prendono in considerazione. I prodotti sul mercato spesso non rispondono infatti ai requisiti che questa norma impone (Classi V0, V1 e V2).

Le lampade da ufficio devono quindi rispondere ai requisiti previsti dalla Norma Europea EN 60598-1 (e parti successive secondo le varie tipologie) recepita in Italia dalla Norma CEI 34-21 (CEI 34-23, ecc.), essendo quest’ultima considerata la “regola d’arte”, così come previsto sin dalla Legge 186 del 1968 e, successivamente, dalla Legge 46/90 e dal D.M. 37/2008.

Le Norme americane UL e FM non sono ritenute in Europa la “regola dell’arte” e sono accettate solo in assenza di normative europee. Ciò premesso, e fermo restando quanto previsto al punto 9.3 del D.M. 22/02/2006 (G:U. n. 51 del 2/3/2006- Regola Tecnica di Prevenzione Incendi per gli uffici) relativamente agli Impianti elettrici, le uniche indicazioni relative alle norme di sicurezza da rispettare per gli apparecchi di illuminazione da installare negli uffici, sono quelle contenute nelle predette Norme CEI.