Utilizzo l’ecosistema Philips Hue da molti anni e continuo a considerarlo uno dei sistemi di illuminazione smart più completi e maturi disponibili sul mercato. Nel tempo sono cambiate lampadine, strisce LED, sistemi per sincronizzare le luci con la TV e dispositivi dedicati alla sicurezza, ma al centro dell’ecosistema è rimasto sempre lui: il piccolo Hue Bridge collegato al router.
- Philips Hue Bridge Pro: caratteristiche tecniche
- Il vero salto rispetto al vecchio Bridge è la capacità
- MotionAware è la funzione che mi incuriosisce di più
- Finalmente non deve stare per forza accanto al router
- Bridge Pro non rende improvvisamente vecchio il tuo sistema Hue
- Passare dal vecchio Bridge a Bridge Pro è diventato più semplice
- Philips Hue Bridge o Bridge Pro: quale comprerei oggi?
- Philips Hue Bridge Pro recensione: il mio giudizio
Con Philips Hue Bridge Pro, però, il cambiamento è molto più importante di quanto possa suggerire l’aspetto del prodotto. Non siamo davanti semplicemente a un Bridge nero o a una versione leggermente più veloce del modello precedente. Philips Hue ha aumentato enormemente la capacità del sistema, ha potenziato l’hardware, ha aggiunto la possibilità di collegarlo alla rete tramite Wi-Fi e soprattutto ha introdotto MotionAware, una funzione che permette di utilizzare le stesse luci Hue compatibili come parte di un sistema di rilevamento del movimento.
Il prezzo ufficiale italiano è 99,99 euro, contro i 69,99 euro del Bridge tradizionale. La differenza economica non è quindi enorme per chi deve costruire oggi un nuovo sistema Hue. La domanda diventa molto più interessante per tutti quelli che, come me, hanno già un ecosistema Philips Hue funzionante: cosa cambia realmente passando a Bridge Pro e soprattutto abbiamo davvero bisogno di sostituire il vecchio Bridge?
È proprio da questa domanda che voglio partire.
Philips Hue Bridge Pro: caratteristiche tecniche
La differenza più evidente rispetto al Bridge tradizionale riguarda la capacità. Il vecchio modello supporta fino a 50 luci e 12 accessori, mentre Bridge Pro arriva a oltre 150 luci e più di 50 accessori. Philips Hue dichiara inoltre una capacità di memorizzazione delle scene tre volte superiore e prestazioni fino a cinque volte più veloci.
| Caratteristica | Philips Hue Bridge Pro |
|---|---|
| Luci supportate | 150+ |
| Accessori supportati | 50+ |
| Connessione rete | Ethernet / Wi-Fi |
| Protocollo luci | Zigbee |
| MotionAware | Sì |
| Hue Sync | Sì |
| Matter | Sì, tramite Bridge |
| Alexa | Sì |
| Google Home | Sì |
| Apple Home | Sì |
| Samsung SmartThings | Sì |
| Sicurezza Zigbee | Zigbee Trust Center |
| Dimensioni | 92,3 × 92,3 × 26 mm |
| Installazione | Desktop / parete |
| Prezzo ufficiale | 99,99 € |
Anche sul fronte della sicurezza ci sono novità. Bridge Pro utilizza Zigbee Trust Center con crittografia AES-128 estesa al sistema, mentre rimangono disponibili le principali integrazioni che hanno reso Hue così versatile: Alexa, Google Home, Apple Home, SmartThings e Matter tramite Bridge.
Philips Hue Bridge Pro sul sito ufficiale
Il vero salto rispetto al vecchio Bridge è la capacità
Per molti anni il limite delle 50 lampade del Bridge tradizionale è stato più teorico che reale. In un appartamento o in una casa con qualche lampadina Hue, una Lightstrip e due o tre accessori era difficile arrivare al punto di saturare il sistema.
L’ecosistema Hue, però, nel frattempo è cambiato. Oggi non comprende soltanto lampadine. Possiamo avere illuminazione interna ed esterna, sensori, pulsanti, prese smart, sistemi Hue Play intorno alla TV, illuminazione del giardino e dispositivi legati alla sicurezza. In una casa fortemente integrata con Hue, quindi, quei limiti possono diventare molto più concreti.
Bridge Pro porta il tetto a oltre 150 luci e più di 50 accessori e questo cambia soprattutto la prospettiva con cui possiamo progettare un impianto. Non dobbiamo più pensare soltanto alla stanza nella quale vogliamo mettere tre lampadine colorate, ma possiamo utilizzare Hue come infrastruttura per l’illuminazione di buona parte della casa.
Philips Hue permette adesso anche di migrare più Bridge esistenti verso un singolo Bridge Pro. È una novità importante soprattutto per gli utenti che in passato avevano superato i limiti del vecchio hub ed erano stati costretti a suddividere il proprio sistema su più Bridge.
Per l’utente medio, però, bisogna essere altrettanto chiari: se abbiamo dieci o quindici lampadine Hue e qualche accessorio, passare da una capacità di 50 a oltre 150 luci non cambia praticamente nulla nell’utilizzo quotidiano.
Ed è qui che comincia a emergere la vera distinzione tra chi dovrebbe comprare Bridge Pro e chi può tranquillamente continuare a utilizzare quello che ha già.
MotionAware è la funzione che mi incuriosisce di più
La novità tecnologicamente più interessante non è però il numero di lampadine supportate, ma MotionAware.
L’idea è particolare: Bridge Pro può utilizzare determinate luci Hue come parte di un sistema capace di rilevare il movimento in un ambiente, senza richiedere necessariamente il tradizionale Hue Motion Sensor. Philips spiega che la funzione sfrutta il nuovo hardware del Bridge Pro e algoritmi dedicati per trasformare l’infrastruttura di illuminazione in un sistema di rilevamento del movimento.
Questo apre scenari molto più interessanti del semplice “accendi la lampadina dallo smartphone”. Una stanza dotata di più luci Hue può diventare parte di un’automazione basata sulla presenza, permettendo per esempio di accendere automaticamente l’illuminazione quando entriamo nell’ambiente.
È probabilmente la funzione che vorrei provare più attentamente, perché sulla carta cambia il ruolo stesso del Bridge. Non serve più soltanto a coordinare le lampadine: utilizza la rete Hue anche per ottenere informazioni su ciò che accade nell’ambiente.
Naturalmente non considererei MotionAware un sostituto universale di qualsiasi sensore dedicato. Il risultato dipende dalla configurazione dell’impianto e dal tipo di automazione che vogliamo realizzare. Ma rappresenta esattamente il genere di funzione che può giustificare l’esistenza di un Bridge più potente, invece di limitarsi ad aumentare semplicemente il numero massimo di dispositivi.
MotionAware è quindi, secondo me, la vera funzione che distingue Bridge Pro dal semplice aggiornamento hardware del vecchio Hue Bridge.
Finalmente non deve stare per forza accanto al router
C’è poi una modifica molto meno spettacolare, ma che nell’utilizzo reale può essere estremamente comoda: Bridge Pro può collegarsi alla rete domestica tramite Wi-Fi.
Il Bridge tradizionale richiede un collegamento Ethernet al router. Questo significa che, indipendentemente da dove siano posizionate le nostre luci Hue, l’hub tende inevitabilmente a finire accanto al modem o allo switch di rete.
Bridge Pro mantiene la possibilità di utilizzare Ethernet, ma aggiunge anche il collegamento Wi-Fi. Philips Hue indica esplicitamente che il nuovo modello può quindi essere posizionato più liberamente all’interno dell’abitazione.
Potrebbe sembrare un dettaglio, ma lo considero un miglioramento molto sensato. In una casa grande, soprattutto con luci distribuite anche all’esterno, poter scegliere una posizione più centrale può rendere l’installazione più razionale. E in un salotto curato significa anche evitare di dover lasciare necessariamente l’hub vicino al router solo perché manca un collegamento Ethernet nel punto desiderato.
Non comprerei Bridge Pro soltanto per il Wi-Fi, ma è una di quelle modifiche che dimostrano come Philips Hue abbia finalmente rivisto alcuni limiti progettuali del Bridge originale.
Bridge Pro non rende improvvisamente vecchio il tuo sistema Hue
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intera recensione.
L’arrivo di Bridge Pro non rende obsoleto il Bridge tradizionale.
Il vecchio modello continua a supportare fino a 50 luci e 12 accessori, Hue Sync, integrazione con i sistemi di sicurezza Hue, controllo remoto e Matter. Se il nostro impianto funziona bene e siamo lontani dai limiti di dispositivi supportati, non c’è una ragione automatica per sostituirlo.
Matter, soprattutto, non è un’esclusiva del nuovo modello. Anche il Bridge tradizionale permette di portare i prodotti Hue collegati all’interno degli ecosistemi compatibili attraverso Matter. Comprare Bridge Pro pensando che sia necessario per avere Matter sarebbe quindi un errore.
Bridge Pro diventa interessante quando abbiamo un sistema molto grande, prevediamo di espanderlo significativamente, utilizziamo più Bridge oppure vogliamo specificamente sfruttare MotionAware e le capacità aggiuntive del nuovo hardware.
| Hue Bridge | Hue Bridge Pro |
|---|---|
| Fino a 50 luci | Oltre 150 luci |
| Fino a 12 accessori | Oltre 50 accessori |
| Ethernet | Ethernet + Wi-Fi |
| Hue Sync | Hue Sync |
| Matter | Matter |
| MotionAware assente | MotionAware |
| Capacità standard | Circa 3× maggiore |
| Prestazioni standard | Fino a 5× superiori |
| €69,99 | €99,99 |
La differenza di prezzo ufficiale è di appena 30 euro. Per questo, se dovessi iniziare oggi da zero con Philips Hue e avessi intenzione di costruire nel tempo un sistema abbastanza importante, personalmente sceglierei direttamente Bridge Pro.
La risposta cambia completamente se avessi già un Bridge perfettamente funzionante.
Passare dal vecchio Bridge a Bridge Pro è diventato più semplice
Uno dei problemi che avrebbe potuto rendere poco interessante l’upgrade sarebbe stato dover ricostruire manualmente un ecosistema creato nel corso degli anni. Stanze, luci, accessori e automazioni possono diventare numerosi e nessuno ha voglia di configurare tutto nuovamente soltanto per sostituire l’hub.
Philips Hue ha previsto una procedura di migrazione attraverso l’app Hue. Dopo aver configurato Bridge Pro, l’app propone di trasferire i contenuti dai Bridge esistenti; l’operazione può essere effettuata immediatamente oppure rimandata. Il supporto è stato inoltre esteso alla migrazione di più Bridge verso un singolo Bridge Pro.
C’è però una precisazione importante soprattutto per chi possiede un ecosistema molto vecchio o ha integrato prodotti Zigbee di terze parti. Philips dichiara che tutti i prodotti Hue compatibili con Hue Bridge sono supportati dal nuovo Bridge Pro, ma l’utilizzo del più recente sistema Zigbee Trust Center può creare incompatibilità con alcuni vecchi dispositivi Zigbee non Hue basati su standard precedenti come SmartLink o LightLink.
Per un ecosistema composto esclusivamente da prodotti Hue moderni non lo considero un elemento particolarmente preoccupante, ma è qualcosa che controllerei prima della migrazione se negli anni abbiamo aggiunto lampadine o accessori Zigbee di altri produttori.
Philips Hue Bridge o Bridge Pro: quale comprerei oggi?
Se dovessi entrare oggi nell’ecosistema Philips Hue, la mia scelta sarebbe abbastanza semplice.
Il Bridge tradizionale costa ufficialmente 69,99 euro, mentre Bridge Pro costa 99,99 euro. Per 30 euro di differenza otteniamo una capacità enormemente superiore, hardware più veloce, Wi-Fi, MotionAware e una piattaforma con molto più margine per crescere negli anni.
In questo scenario sceglierei Bridge Pro, soprattutto perché l’illuminazione smart tende ad espandersi. Si comincia magari con due lampadine in salotto e dopo qualche anno ci si ritrova con Hue dietro la TV, in camera, in corridoio, all’esterno e con diversi accessori.
Se invece avessi già il vecchio Bridge, la risposta sarebbe molto più prudente.
Con un piccolo o medio impianto che funziona bene continuerei a utilizzare quello che ho. Non spenderei 100 euro soltanto per avere un Bridge più nuovo e più veloce se nell’utilizzo reale non sto incontrando alcun limite.
L’upgrade comincia ad avere senso quando MotionAware ci interessa realmente, stiamo raggiungendo i limiti del vecchio Bridge, utilizziamo più hub oppure abbiamo intenzione di espandere considerevolmente il sistema.
Bridge Pro è quindi molto più facile da consigliare a chi entra oggi in Philips Hue che a chi possiede già un Bridge perfettamente funzionante.
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Philips Hue Bridge Pro recensione: il mio giudizio
Bridge Pro è un aggiornamento che ha senso perché interviene proprio sui limiti che negli anni erano diventati più evidenti nel vecchio Hue Bridge. Aumentare da 50 a oltre 150 luci e da 12 a più di 50 accessori permette finalmente di utilizzare un singolo hub anche in installazioni molto grandi, mentre la possibilità di collegarlo tramite Wi-Fi elimina un vincolo che personalmente ho sempre trovato poco elegante.
Ma la novità che considero più interessante è MotionAware. È il primo elemento che mi fa percepire Bridge Pro non semplicemente come un Bridge più potente, ma come una nuova base sulla quale Philips Hue può costruire funzioni più evolute.
Non bisogna però cadere nella classica logica per cui il modello nuovo rende automaticamente inutile quello precedente. Non è così. Il Bridge tradizionale continua a fare perfettamente il suo lavoro, supporta Matter, Hue Sync e fino a 50 luci. Se abbiamo un ecosistema relativamente piccolo e non ci interessa MotionAware, non vedo alcuna urgenza di sostituirlo.
La situazione cambia se dobbiamo acquistare oggi il nostro primo Bridge. Con soli 30 euro di differenza sul listino ufficiale, personalmente investirei direttamente sul Pro. Offre molto più margine di crescita e probabilmente rappresenta la scelta più sensata per costruire un ecosistema Hue destinato a durare diversi anni.
Per chi invece possiede già il Bridge, la mia regola sarebbe semplice: aggiornerei soltanto quando una funzione o un limite concreto del vecchio modello me ne facesse realmente sentire la necessità.
Ed è probabilmente questo il miglior complimento che posso fare a Bridge Pro: non è un aggiornamento obbligatorio, ma finalmente esistono ragioni concrete per desiderarlo.

