Quando ho iniziato a utilizzare SwitchBot Hub 3, le aspettative erano piuttosto alte. La promessa è affascinante: un unico dispositivo capace di controllare prodotti SwitchBot, apparecchi tradizionali tramite infrarossi e dispositivi compatibili con Matter, aggiungendo sensori ambientali, display, controlli fisici e automazioni. In pratica, tutto quello che serve per candidarsi a diventare uno dei centri di controllo della casa smart.
- Che cos’è SwitchBot Hub 3 e a cosa serve
- La mia esperienza: sulla carta perfetto, nella mia casa molto meno
- Matter non significa “funziona automaticamente con tutto”
- Il controllo IR può dare una seconda vita ai vecchi dispositivi
- Display e controlli fisici: finalmente non serve sempre prendere lo smartphone
- Sensori ambientali: attenzione a come sono implementati
- L’app SwitchBot rimane uno dei suoi punti di forza
- SwitchBot Hub Mini, Hub 2 o Hub 3?
- L’errore da non fare prima dell’acquisto
- A chi consiglio SwitchBot Hub 3
- SwitchBot Hub 3 recensione: il mio giudizio finale
La mia situazione era però diversa da quella di chi parte da zero. In casa avevo già diversi dispositivi connessi e soprattutto un ecosistema Philips Hue piuttosto sviluppato. Proprio per questo ero curioso di capire se Hub 3 sarebbe riuscito realmente a semplificare la gestione della mia Smart Home e unificare almeno parte di quello che avevo costruito negli anni.
Nella mia prova non è andata così.
Ho utilizzato Hub 3 molto meno di quanto avrei voluto perché buona parte dei dispositivi che avevo già in casa non si è integrata nel modo in cui mi aspettavo. Philips Hue, in particolare, rappresentava una componente importante del mio impianto e non sono riuscito a sfruttarla con Hub 3 nella configurazione che avevo a disposizione. Alla fine, la funzione che sono riuscito realmente a utilizzare è stata soprattutto quella di telecomando.
Questo non significa che SwitchBot Hub 3 sia un cattivo prodotto. Al contrario, analizzandone caratteristiche e potenzialità continua a sembrarmi uno degli hub più interessanti della gamma SwitchBot. Significa però che non è un telecomando universale per qualsiasi oggetto smart presente in casa, e questa distinzione dovrebbe essere compresa molto bene prima dell’acquisto.
La domanda centrale di questa recensione diventa quindi molto semplice: quanto è davvero universale SwitchBot Hub 3?
Che cos’è SwitchBot Hub 3 e a cosa serve
SwitchBot Hub 3 è molto più di un semplice gateway Wi-Fi. Il suo compito principale è creare un punto di collegamento tra diversi elementi della Smart Home e offrire un’interfaccia attraverso la quale controllarli e automatizzarli.
Può gestire dispositivi SwitchBot, apparecchi comandati attraverso infrarossi e prodotti compatibili attraverso Matter. Può inoltre operare come Matter Bridge, permettendo di esporre fino a 30 sub-device verso piattaforme di terze parti compatibili. SwitchBot indica tra le possibilità di integrazione ecosistemi come Apple Home e Google Home.
La parte interessante è che Hub 3 non vuole obbligarci a utilizzare continuamente lo smartphone. Sul frontale troviamo infatti un display e diversi comandi, compresa una manopola attraverso la quale è possibile intervenire, per esempio, sulla temperatura del climatizzatore, sulla luminosità o sul volume di dispositivi compatibili. Sono inoltre disponibili quattro scorciatoie personalizzabili per richiamare rapidamente scene e funzioni.
| Caratteristica | SwitchBot Hub 3 |
|---|---|
| Tipologia | Hub Smart Home / Matter Bridge |
| Wi-Fi | 2,4 GHz |
| Bluetooth | Bluetooth Low Energy |
| Matter | Sì |
| Matter Bridge | Fino a 30 sub-device |
| Controllo infrarossi | Sì |
| Temperatura e umidità | Sì |
| Sensore di luminosità | Sì |
| Controlli fisici | Sì |
| Manopola multifunzione | Sì |
| Scene rapide | 4 personalizzabili |
| Dimensioni | 126 × 94 × 38 mm |
| Peso | 190 g |
| Alimentazione | USB-C, 5V/2A |
SwitchBot dichiara inoltre una portata gateway aumentata rispetto alle generazioni precedenti e maggiore memoria per migliorare risposta e affidabilità.
La mia esperienza: sulla carta perfetto, nella mia casa molto meno
È proprio qui che questa recensione diventa diversa dalla semplice lettura delle caratteristiche tecniche.
La mia casa era già smart prima dell’arrivo di Hub 3. Avevo quindi immaginato di poter utilizzare il nuovo hub come elemento capace di mettere ordine tra diversi dispositivi e rendere più semplice il controllo dell’impianto esistente.
In realtà l’ho utilizzato pochissimo.
Il problema principale è stato molto semplice: non sono riuscito a integrare abbastanza dispositivi da renderlo realmente utile nel mio impianto. Una parte importante della mia illuminazione era basata su Philips Hue e, con la configurazione e i dispositivi che avevo a disposizione durante la prova, non sono riuscito a gestirli attraverso Hub 3 come avrei desiderato.
Sono riuscito invece a sfruttare il controllo tramite infrarossi, una delle caratteristiche più interessanti del prodotto quando abbiamo ancora apparecchi tradizionali controllati tramite telecomando.
Questo mi ha fatto comprendere qualcosa che considero fondamentale per chi sta pensando di acquistarlo: la quantità di dispositivi smart che possediamo non dice nulla sull’utilità che avrà Hub 3 nella nostra casa. Conta quali dispositivi possediamo e come comunicano.
Matter non significa “funziona automaticamente con tutto”
Matter è probabilmente una delle parole più importanti dell’attuale mercato Smart Home e contemporaneamente una delle più facili da interpretare male.
L’obiettivo dello standard è migliorare l’interoperabilità tra dispositivi e piattaforme differenti, ma vedere il logo Matter sulla confezione di Hub 3 non significa poterlo accendere e ritrovare automaticamente ogni lampadina, presa, sensore o elettrodomestico smart presente sulla rete domestica.
SwitchBot Hub 3 può operare come Matter Bridge e supporta dispositivi di terze parti compatibili; la documentazione SwitchBot attuale cita espressamente anche prodotti Hue e IKEA tra gli esempi. Il supporto concreto, però, dipende dai dispositivi, dalle funzioni esposte tramite Matter e dalla configurazione dell’ecosistema. SwitchBot stessa specifica che le funzionalità disponibili possono variare tra piattaforme.
La mia esperienza è un ottimo esempio del perché questa distinzione sia importante. Avere molti dispositivi Philips Hue non ha automaticamente trasformato Hub 3 nel centro di controllo del mio impianto.
Prima dell’acquisto farei quindi l’operazione opposta rispetto a quella che avevo immaginato inizialmente: partirei dalla lista dei dispositivi che possiedo e verificherei uno per uno come possono essere integrati.
È molto meno affascinante dello slogan “unifica tutta la Smart Home”, ma evita di acquistare un hub molto potente per poi sfruttarne una percentuale minima.
Il controllo IR può dare una seconda vita ai vecchi dispositivi
Paradossalmente, nella mia esperienza una delle funzioni più tradizionali è stata anche quella che sono riuscito a utilizzare realmente: gli infrarossi.
Hub 3 può imparare e gestire telecomandi IR per apparecchi come televisori, climatizzatori, proiettori, lettori, set-top box, ventilatori e altri dispositivi compatibili. SwitchBot mantiene un elenco piuttosto ampio di categorie IR supportate.
Ed è una funzione che secondo me non dovrebbe essere sottovalutata.
La Smart Home non deve necessariamente essere composta soltanto da prodotti nuovi. Se possediamo un climatizzatore perfettamente funzionante controllato attraverso un telecomando IR, sostituirlo soltanto per ottenere funzioni connesse avrebbe poco senso. Un hub capace di replicarne il telecomando può permetterci invece di inserirlo in un sistema più moderno.
È qui che Hub 3 può creare un collegamento interessante tra vecchia e nuova domotica.
Si può immaginare, per esempio, una routine nella quale il climatizzatore venga gestito in funzione della temperatura oppure una scena che intervenga contemporaneamente su più dispositivi. Naturalmente le possibilità concrete dipendono sempre dall’hardware che abbiamo in casa.
Nel mio caso è stata proprio questa parte a dimostrarsi la più immediatamente sfruttabile.
Display e controlli fisici: finalmente non serve sempre prendere lo smartphone
Una delle caratteristiche che distingue maggiormente Hub 3 dai modelli più semplici della famiglia SwitchBot è la sua interfaccia fisica.
Il display può mostrare informazioni come temperatura, umidità, meteo, stato di dispositivi compatibili e altre informazioni dell’ecosistema. La manopola permette invece di modificare alcuni parametri dei dispositivi collegati, mentre i pulsanti possono essere associati a funzioni e scene.
È un’idea che apprezzo molto.
Uno dei paradossi della Smart Home è infatti che per accendere qualcosa che prima richiedeva la pressione di un interruttore finiamo talvolta per dover prendere il telefono, sbloccarlo, aprire un’applicazione e cercare il dispositivo.
Un buon sistema smart dovrebbe fare esattamente il contrario: ridurre le operazioni necessarie.
Purtroppo non ho potuto sfruttare a fondo questa parte di Hub 3 perché la limitata integrazione con il mio impianto ha ridotto drasticamente il tempo durante il quale l’ho utilizzato. Rimane però, sulla carta e nell’architettura del prodotto, uno dei motivi per cui sceglierei Hub 3 rispetto alle alternative SwitchBot più economiche.
Sensori ambientali: attenzione a come sono implementati
Hub 3 può monitorare temperatura, umidità e luminosità, informazioni che possono essere utilizzate anche all’interno delle automazioni.
C’è però un dettaglio progettuale che vale la pena conoscere: temperatura e umidità vengono rilevate attraverso i sensori presenti nel cavo dedicato, una soluzione che SwitchBot utilizza anche su Hub 2. Non bisogna quindi immaginare semplicemente tutti i sensori ambientali racchiusi nel corpo dell’hub.
L’idea rimane interessante perché permette di creare automazioni legate alle condizioni ambientali. Un climatizzatore IR potrebbe, per esempio, essere coinvolto in scenari basati sulla temperatura rilevata.
Ed è proprio questo tipo di automazione che mi avrebbe fatto apprezzare maggiormente Hub 3 se fossi riuscito a integrarlo più profondamente nel mio impianto.
L’app SwitchBot rimane uno dei suoi punti di forza
Durante il poco tempo nel quale sono riuscito a utilizzare seriamente Hub 3, l’app SwitchBot mi è sembrata semplice e sufficientemente intuitiva. È attraverso l’applicazione che si aggiungono dispositivi, telecomandi, scene e configurazioni Matter, mentre successivamente alcune delle operazioni più comuni possono essere trasferite sui controlli fisici dell’Hub.
La logica modulare dell’ecosistema SwitchBot è probabilmente uno dei maggiori punti di forza del prodotto. Bot, Curtain, sensori, serrature, prese, illuminazione e altri dispositivi possono progressivamente costruire un sistema sempre più complesso senza richiedere necessariamente interventi sull’impianto elettrico.
Ed è proprio in una casa costruita prevalentemente intorno all’ecosistema SwitchBot che vedo Hub 3 esprimere molto meglio le proprie potenzialità.
SwitchBot Hub Mini, Hub 2 o Hub 3?
La gamma SwitchBot oggi rende questa scelta meno banale di quanto possa sembrare, perché anche i modelli inferiori hanno acquisito funzionalità interessanti.
| Funzione | Hub Mini | Hub Mini Matter | Hub 2 | Hub 3 |
|---|---|---|---|---|
| Controllo IR | Sì | Sì | Sì | Sì |
| Matter | No | Sì | Sì | Sì |
| Sub-device via Matter | — | 4 | 8 | 30 |
| Temperatura/umidità | No | Con cavo dedicato* | Sì | Sì |
| Sensore luce | No | No | Sì | Sì |
| Scene con controllo fisico | No | No | Sì | Sì |
| Controllo IR offline | No | No | Sì | Sì |
| Bluetooth Remote | No | No | No | Sì |
| Meteo/data/ora sul dispositivo | No | No | No | Sì |
La documentazione ufficiale SwitchBot conferma queste differenze e soprattutto il salto nella capacità Matter: Hub Mini Matter Enabled arriva a quattro sub-device, Hub 2 a otto e Hub 3 a trenta.
Se dovessi semplicemente rendere smart un climatizzatore o un televisore IR, non comprerei Hub 3 soltanto per questo. Un Hub Mini può essere sufficiente e costa meno.
Se invece stessi costruendo oggi un ecosistema SwitchBot importante e volessi Matter, sensori, controlli fisici, display e maggiore capacità di espansione, continuerei a scegliere Hub 3.
Ed è interessante perché arriverei a questa conclusione nonostante la mia esperienza personale sia stata piuttosto limitata.
Il prodotto non mi ha deluso per quello che è. Era poco adatto all’impianto nel quale cercavo di inserirlo.
L’errore da non fare prima dell’acquisto
Se c’è una cosa che la mia prova mi ha insegnato è questa: non comprerei mai più un hub partendo dall’hub. Partirei dalla casa.
Farei prima un inventario:
- quali dispositivi SwitchBot possiedo;
- quali dispositivi supportano Matter;
- quali apparecchi utilizzano telecomandi IR;
- quali ecosistemi proprietari ho già installato;
- quali funzioni voglio realmente automatizzare;
- quale piattaforma principale utilizzo per la Smart Home.
Solo dopo sceglierei l’hub.
Questa verifica richiede dieci minuti e può fare la differenza tra acquistare il centro della propria Smart Home e comprare un costoso telecomando intelligente.
Nel mio caso Hub 3 è finito molto più vicino alla seconda situazione.
A chi consiglio SwitchBot Hub 3
Hub 3 ha soprattutto senso per chi sta costruendo o possiede già una Smart Home nella quale SwitchBot e Matter hanno un ruolo importante. In quel contesto può realmente diventare un punto di controllo centrale, soprattutto grazie alla possibilità di gestire numerosi sub-device, apparecchi IR, scene e controlli direttamente dal dispositivo.
Lo prenderei seriamente in considerazione se utilizzi diversi prodotti SwitchBot, vuoi costruire un ecosistema Matter, possiedi apparecchi IR che vuoi integrare nelle automazioni oppure vuoi evitare di utilizzare continuamente lo smartphone.
Lo consiglierei con molta più cautela a chi possiede già una Smart Home costruita negli anni intorno a ecosistemi differenti. In quel caso la prima cosa da fare non è acquistarlo: è controllare la compatibilità di ciò che hai già.
Matter migliora enormemente la situazione rispetto al passato, ma non cancella magicamente le differenze tra piattaforme, protocolli e dispositivi.
SwitchBot Hub 3 recensione: il mio giudizio finale
SwitchBot Hub 3 è probabilmente uno dei prodotti più difficili da giudicare soltanto sulla base della mia esperienza personale. Nel mio impianto non è riuscito a diventare ciò che speravo. Avevo già una casa ricca di dispositivi smart, con una presenza importante di Philips Hue, e non sono riuscito a integrare abbastanza elementi da giustificare un utilizzo quotidiano dell’Hub.
Alla fine ho sfruttato soprattutto la parte di telecomando e l’ho utilizzato molto meno di quanto avessi previsto.
Ma questo non mi porta a considerare Hub 3 un prodotto insufficiente.
Al contrario, se dovessi acquistare oggi un hub SwitchBot completo, sceglierei ancora Hub 3. Matter Bridge fino a 30 sub-device, infrarossi, sensori ambientali, display, controlli fisici e un ecosistema SwitchBot molto ampio gli danno un potenziale decisamente superiore a quello dei modelli più semplici.
Il punto è un altro: Hub 3 è potente soltanto quanto la casa nella quale viene inserito gli permette di esserlo.
Se il tuo impianto è costruito intorno a SwitchBot, Matter e dispositivi IR, può diventare un centro di controllo estremamente interessante. Se invece possiedi una Smart Home eterogenea composta da ecosistemi proprietari accumulati negli anni, potresti scoprire che una parte delle promesse sulla casa unificata rimane, nel tuo caso specifico, irrealizzata.
Ed è proprio per questo che il consiglio più importante di questa recensione arriva prima ancora del voto: controlla la compatibilità dei tuoi dispositivi prima di comprare Hub 3.

