In molti luoghi d'Italia si nota un tipo di illuminazione sempre uguale e per nulla personalizzata al contesto. Non è quello che ci serve.

L’illuminazione urbana, della propria piazza o del corso cittadino del proprio comune è un’esigenza solo di alcune zone italiane oppure necessità di tutti? Le problematiche relative all’illuminazione della città spesso si esauriscono nella ricerca in termini funzionali e utilitari. La città deve avere la sua luce, di sera e di notte, innanzitutto per innalzare i livelli di sicurezza, per proteggere i propri beni culturali, le persone ed agevolare il controllo e la sorveglianza in vie e piazzali.

Sembra quindi che l’obiettivo principe nella realizzazione di un progetto di illuminazione urbano sia rivolto alla costituzione di un impianto necessario per il territorio senza nessun obiettivo scenografico o tanto meno rivolto alla valorizzazione dell’architettura. Grazie alla evoluzione dell’illuminotecnica e delle nuove figure professionali legate al mondo del lighting design si è compreso che la luce non solo ha una funzione utilitaria e quotidiana, ma un peso culturale, da rilievo ai beni stessi, crea un’identità urbana specifica e valorizza lo spazio cittadino.

Occorre quindi valutare bene che l’illuminazione artificiale delle nostre piazze si dedichi con maggiore attenzione anche alla comunicazione visiva e non solo a quella rivolta alla sicurezza di base. Bisogna ammettere che alcune amministrazioni hanno colto questa fondamentale esigenza del nostro patrimonio territoriale rinfrescando e valorizzando alcune fra le piazze più belle della nostra Italia.

Cosa può fare la luce per le nostre città

Molte volte però capita di osservare dei nuovi impianti di illuminazione per piazze comunali dove probabilmente l’assenza di un progetto illuminotecnico avanzato ha tralasciato aspetti fondamentali e necessari per l’illuminazione di una piazza. Le nostre meravigliose piazze storiche spesso devono essere vestite di luce in maniera personale e storicamente accurata. Un elemento quello dell’illuminazione artificiale che deve riuscire a trasformare in linguaggio tutto quello che colpisce.

L’artista d’altronde impiega la materia proprio per questo, plasmando materiali e simili per dare vita a forme dalle quali scaturisca arte. Proprio per questo illuminare una piazza satura di storicità e bellezze architettoniche deve essere interpretata e spiegata con una serie di segnali visivi e illuminotecnici che rispettino le sue esigenze semiologiche delle opere che la piazza esige.

 

Il progettista illuminotecnico quindi come artista della luce deve garantire e conservare i rapporti fra le preesistenze senza trasformarne il significato intrinseco. Dovrà conservare i numerosi segnali storici presenti durante il giorno anche di notte senza alternarne l’effetto ed il significato con la luce artificiale.

Si farà attenzione particolare a rispettare il luogo, il rapporto fra i segni storici odierni con quelli passati, conservando la morfologia della piazza (dissonanza e consonanza geometrica), il rapporto dimensionale e cromatico dell’architettura. Molte volte però ci capita di osservare piazze italiane bellissime illuminate in maniera trascurata o con effetti standard spesso già visti o semplicemente ripetuti.

Non trasformiamo le piazze in luoghi illuminati sempre allo stesso modo

Come nel gioco alla clonazione del tutto sconosciuto per le opere che hanno fatto del nostro il bel paese, sembra che sia d’obbligo creare effetti di illuminazione radente, o fasci di luce dal basso verso l’alto per la valorizzazione di strutture sapientemente ristrutturate.

L’impatto generale, o meglio l’effetto panoramico è accattivante e gradevole ma spesso i livelli di abbagliamento latente o gli sprechi energetici sembrano farla da padrone. Fari da incasso calpestabili con lampade a ioduri metallici fanno bella mostra in molte piazze italiane illuminando perfettamente palazzi storici pero impedendo di poter avvicinarsi alle strutture perché fastidiosissimi per coloro che li osservano.

In era di risparmio energetico e di compensazione degli sprechi poche amministrazioni adottano le nuove tecnologie, come fluorescenza o LED. Le nostre piazze fanno bella mostra in numerose opere letterarie e condividono con il mondo messaggi culturali meravigliosi che vanno interpretati e decodificati. Ancora una volta l’esigenza di un professionista di settore, il lighting designer risulta più che mai essenziale.